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Come cambiano i consumi in tempo di Coronavirus

18 marzo 2020

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Sono ormai passati 7 giorni dall'entrata in vigore del DPCM dell’11 marzo e gli Italiani si sono ritrovati, da un giorno all'altro, confinati tra le quattro mura domestiche. Blogmeter ha già analizzato le reazioni degli Italiani sui social all'isolamento forzato, in questo post, evidenziando come siano prevalse la solidarietà per far fronte comune all'emergenza sanitaria e la condivisione di consigli su come passare il tempo a casa.

Ma come sono cambiati i consumi degli Italiani in isolamento sociale?

Per rispondere a questa domanda, Blogmeter ha analizzato le conversazioni online, sui social e sul web, individuando i temi più rilevanti legati ai prodotti, servizi e modalità di consumo più discussi dagli Italiani durante l’emergenza sanitaria COVID-19.

Food: Italiani popolo di panificatori

Nel periodo dal 12 al 15 marzo, analizzando gli hashtag relativi ad acquisti e consumi (ed escludendo quelli relativi al coronavirus e all’isolamento, che continuano a spopolare: #iorestoacasa 243,2K menzioni, #coronavirus 120,5K, #andratuttobene/andràtuttobene 74,7K) tra i più menzionati dagli Italiani troviamo #food (5,2K) e #foodporn (5,1K).

La passione per la buona tavola non è solo un dato di consumo, ma anche un importante indicatore culturale che da sempre contraddistingue l’Italia nel mondo. Dalle conversazioni online emerge la scelta di vivere questo periodo di confinamento casalingo come un’occasione per sfruttare il tempo libero dedicandosi a preparare tutte quelle pietanze che richiedono tempo come il pane, la pizza, le torte lievitate.

Anche gli influencer più rilevanti nel mondo food dedicano i loro post del fine settimana alla panificazione: Fatto in casa da Benedetta, in collaborazione con Paneangeli, propone una diretta YouTube sulla preparazione di un pane senza impasto, che ottiene un engagement totale superiore a 1 milione (di cui 988,5K visualizzazioni e 1,5K commenti).Benedetta

Proprio l’ingrediente principale per preparare il pane, il lievito, è l’oggetto del desiderio della settimana. Se all’estero scarseggia la carta igienica, in Italia ad essere vuoti sono gli scaffali dei prodotti per panificare, come conferma anche il buzz sui social: di lievito si parla in ben 12K discussioni (con un aumento del 106% rispetto ai 4 giorni precedenti) quasi esclusivamente su Instagram (96,5%), dove gli italiani mostrano i loro capolavori culinari. Come scrive nel suo post Instagram la foodblogger Chiarapassion: “Siamo tutti ritornati all'ESSENZIALE: acqua, farina, lievito e poco sale e nasce una "vita”.

pane instagramfocaccia instagram

La word cloud dei termini e degli hashtag più utilizzati mostra come la condivisione e la preparazione di ricette per la produzione di cibi lievitati - dolci e salati - sia stata al centro delle conversazioni social degli ultimi giorni.

cloud lievito


Intrattenimento online: streaming e Live Instagram

Non stupisce che in molti scelgano di passare questo periodo guardando film e serie TV l’offerta sul mercato è ampia e, come risulta dalle conversazioni social, gli utenti on line parlano soprattutto di Netflix (57% delle conversazioni), e in misura minore di RaiPlay (16,5%) e Prime Video (11,7%).

pie streaming

Non solo film e serie e TV, ma intrattenimento a 360°: in questo periodo molti musicisti, dj, attori e, in generale, personaggi del mondo dello spettacolo, sfruttano Instagram Live per intrattenere i propri follower proponendo veri e proprio djset (come Boss Doms, che annuncia il suo live con un post con engagement di 34,8K) e concerti live (Noemi, per citarne una).

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E-commerce: gli Italiani fanno shopping online, attenti sicurezza propria e dei corrieri

La chiusura della grande maggioranza degli esercizi commerciali in Italia porta gli utenti a rivolgersi ancora più frequentemente agli e-commerce. La maggior parte degli store online ha deciso di offrire spedizioni gratuite fino al termine dell'emergenza e gli utenti ne approfittano per fare shopping tra le mura di casa.

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Il tema dello shopping online viene però dibattuto anche in maniera critica: molti esprimono timore per il contatto fisico che esiste al momento della consegna degli ordini e lodano le iniziative di quelle aziende che forniscono mascherine e guanti ai propri dipendenti. Anche i marchi della GDO che prendono le stesse precauzioni per i propri addetti, nei punti vendita aperti al pubblico, vengono elogiati dagli utenti sui social.

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L’analisi è stata effettuata utilizzando il modulo di Social Listening della Blogmeter Suite. Sono state analizzate le conversazioni provenienti da fonti quali: Facebook, Instagram, Twitter, YouTube, Blog, siti di News, Forum, nel periodo dal 12 al 15 marzo, e che contenessero sia il termine coronavirus (nelle sue diverse declinazioni: COVID19, “corona virus, ecc) sia diversi hashtag correlati ad acquisti e consumi. Non è stato possibile monitorare, su Instagram, gli hashtag  #coronavirus e #covid19 perché la stessa piattaforma blocca i contenuti contenenti questi hashtag e mostra al loro posto un disclaimer del Ministero della Salute Italiana.

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