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Elezioni 2018: i partiti politici si sfidano sui social network



37,1 milioni di dati raccolti, di cui 6,7 milioni di messaggi su social network, blog, forum e siti e 30,4 milioni di interazioni social generate (like, retweet, commenti, condivisioni): Sono questi i numeri complessivi generati dalla nostra analisi, a pochi giorni dal voto per il rinnovo del Parlamento. Un lavoro svolto per comprendere quali e quante sono state le conversazioni degli italiani in rete, ma anche per scoprire i leader più capaci di coinvolgere il proprio elettorato digitale. Dai numeri generali si evince che i social hanno svolto un ruolo rilevante in questa campagna elettorale, basti pensare che si tratta di più del doppio dei volumi registrati prima delle elezioni del 2013.

Facebook, il social più utilizzato


Il luogo che ha generato più conversazioni e interazioni è stato Facebook, da cui provengono il 59% dei messaggi e il 91% delle interazioni. Segue Twitter col 36% dei messaggi, mentre Instagram è al secondo post per interazioni generate. L’argomento che ha catalizzato il maggior numero di discussioni online è stato quello relativo alla mancata restituzione dei rimborsi da parte di alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle. Gli altri due fatti di cronaca che hanno stimolato la partecipazione sono stati l’omicidio di Macerata e l’inchiesta sulla corruzione svelata da FanPage.

PD e i 5 Stelle al centro del buzz


Il partito più citato sui social è stato il Movimento 5 Stelle (26%), che ha staccato di un’unghia il PD (25%). Più distanti invece la Lega (13%), Forza Italia (12,5%), Liberi e Uguali (9%), Fratelli d’Italia (8,5%), +Europa (4,3%). Anche in questo caso, considerando gli utenti unici (713.600) lo scenario cambia: al primo posto si attesta il PD (26,8%), seguito dal M5S (20,9%), e più giù Forza Italia (13,8%), Lega (12,7%), Liberi e Uguali (10,7%), Fratelli d’Italia (7,7%), +Europa (4,9%).





Le citazioni dei partiti hanno generato 14 milioni di interazioni. Quelli che hanno stimolato più like, commenti e condivisioni sono stati il Movimento 5 Stelle (39,8% di tutte le interazioni), il PD (15%), la Lega (14,7%), Fratelli d’Italia (10,3%), Forza Italia (8,9%), +Europa (6,4%), Liberi e Uguali (3,3%).





Le performance dei politici: Salvini supera Di Maio


Passando ad analizzare le performance degli esponenti politici sui social media (Facebook, Twitter, Instagram e YouTube) emerge che, nel mese di febbraio, a suscitare più interazioni è stato il leader della Lega, Matteo Salvini, con 4,6 milioni. Lo seguono il capo politico del M5S, Luigi Di Maio, con 3,7 milioni e la leader di Fratelli D’Italia, Giorgia Meloni, con 1,6 milioni. Matteo Renzi si ferma sotto il milione segno che, pur avendo conquistato in questi anni un elevato numero di sostenitori, ora non riesce più a stimolarli adeguatamente.

Il messaggio che ha stimolato più interazioni durante questa campagna elettorale è stato quello col quale Luigi Di Maio su Facebook ha attestato la verifica dei suoi bonifici da parte de Le Iene. Un post da guinness dei primati perché rappresenta il messaggio politico con più reazioni di sempre: circa 300 mila, soprattutto di apprezzamento da parte dei fan. Il post più commentato invece è stata la diretta Facebook del comizio di Matteo Salvini a Milano, oltre 43.000 commenti e 1,7 milioni di visualizzazioni. In generale, scorrendo la lista dei messaggi più engaging emergono senza dubbio quelli indirizzati dai politici alla pancia dell’elettorato: in sostanza più che sui programmi, i leader hanno puntato principalmente sui fatti di cronaca, in particolare su quelli che avevano attinenza con i costi della politica e con l’immigrazione.




Ti piacerebbe scoprire di più sul tool di Social Listening con la quale abbiamo effettuato questa analisi? Contattaci a info@blogmeter.it

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