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Italiani e smart working: 5 consigli pratici dal mondo dei social

25 marzo 2020

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Lavorare da casa: da sogno (di alcuni) a quotidianità (di molti)

Nelle precedenti analisi, Blogmeter ha indagato quali sono state le reazioni degli Italiani sui social all'indomani del DPCM dell’8 marzo (link al blogpost), come questo abbia avuto un impatto sulle abitudini di consumo (link al blogpost) e quali sono i principali timori degli utenti riguardo all'economia italiana (link al blogpost).


Il DPCM del 22 marzo ha disposto una serie di misure ancora più stringenti per contenere la diffusione del contagio da COVID-19, che impattano in particolare il mondo del lavoro. Se da un lato sono state sospese molte attività produttive industriali e commerciali, dall'altro viene esplicitamente agevolato e facilitato il lavoro agile, o smart working, che già dall'inizio dell’epidemia era stato adottato da diverse aziende in Italia (tra cui anche Blogmeter). Il lavoro da casa è passato, in pochi giorni, da essere desiderio di molti a obbligatoria realtà per una fetta consistente di lavoratori italiani, e l’argomento ha riscosso l’attenzione anche degli utenti del web.

Secondo l’analisi di Blogmeter, dopo il 10 marzo il tema del lavoro agile ha registrato un aumento di oltre il +325% nel numero complessivo di post che menzionano la parola “smart working” (compresi i relativi commenti), rispetto ai 12 giorni immediatamente precedenti, con contenuti pubblicati prevalentemente su Instagram (48,1%).

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La classifica degli autori più rilevanti per numero di interazioni mostra sia singoli utenti che condividono su Instagram la loro nuova quotidianità lavorativa, spesso citando le aziende per cui lavorano, sia le testate di informazione nazionali che catalizzano le conversazioni degli utenti/lettori sul tema. Queste, infatti, hanno utilizzato i propri canali social per fornire notizie ufficiali, come l’annuncio dei decreti da parte del Premier Giuseppe Conte, ma anche per condividere articoli di costume con testimonianze di VIP e personalità dello spettacolo, come il messaggio di sostegno all'Italia dell’attrice Sharon Stone.

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Come adattarsi allo smart working?  

Ecco 5 pratici consigli dal mondo di Instagram per vivere al meglio il periodo di smart working.

1) Vestirsi come se si andasse in ufficio

È difficile resistere alla tentazione, ma lavorare tutto il giorno in pigiama non è la soluzione migliore per mantenere alto il proprio umore. Su Instagram spopolano i selfie del popolo dello smart working, con in prima fila influencer e celebrità - sempre elegantissimi. All'appello non può mancare la fashionista Paola Marella, il cui selfie postato su Instagram raccoglie 4,7K di interazioni.

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2) L’appetito vien lavorando

Dimenticate schiscette al volo e cibo da fast food. In tempo di Coronavirus gli italiani costretti a lavorare da casa dedicano il proprio tempo libero alla cucina, e che cucina: torte, pasticcini e pasta fatta in casa dominano il feed. Insomma, l’epidemia scatena il #Foodporn (citato 16,7K volte nell’arco di tempo considerato).

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3) Scegliere un ambiente di lavoro confortevole

Un altro vantaggio dello smart working è di potersi arredare l’ambiente di lavoro a proprio piacimento (ovviamente per i fortunati che hanno spazio a disposizione). Luci, piante, quadri, all'aperto o al chiuso, non importa. L’unica cosa che conta è che rifletta i nostri gusti e il nostro stato d’animo, perfetto anche per mantenere alta la concentrazione.

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4) Scaricare lo stress e i combattere i chili di troppo

Cibo e vita sedentaria non sono una coppia vincente, almeno per il girovita. Lo sa bene anche Cristiano Militello, celebre volto di Striscia la Notizia, che ha condiviso con i follower i timori per il proprio peso forma. Niente paura: a tenerci in forma durante la quarantena ci pensa Claudia Casanova, maestra di yoga milanese e autentica fit influencer in tempo di Coronavirus. In soli 12 giorni i suoi consigli hanno generato ben 4,5K interazioni.

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5) Ok il lavoro, ma è pur sempre casa

I ritmi a volte frenetici della vita in smart working alle volte possono far dimenticare l’aspetto più importante: casa è sinonimo di famiglia. In quarantena un semplice abbraccio con i propri cari può fare la differenza, non c’è torta o esercizio fisico che tenga.

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I dati riguardanti lo smart working evidenziano come il parlato relativo al lavoro da casa sia simile agli insight già colti in occasione dell’analisi sull’hashtag #IoRestoACasa, prova del fatto che gli italiani si sono abituati in fretta alla nuova realtà e che il telelavoro si è ben inserito nella quotidianità delle persone durante la quarantena.

L’analisi è stata effettuata utilizzando il modulo Social Listening della Blogmeter Suite. Sono state analizzate le conversazioni provenienti da fonti quali: Facebook, Instagram, Twitter, YouTube, Blog, siti di News, Forum, nel periodo dal 10 al 22 marzo, e che contenessero il termine coronavirus (nelle sue diverse declinazioni: COVID19, “corona virus", ecc). Tramite la clusterizzazione dei topic, sono state quindi analizzate le conversazioni relative a termini legati all'argomento smart working. Non è stato possibile monitorare su Instagram gli hashtag #coronavirus e #covid19 perché la stessa piattaforma blocca i contenuti contenenti questi hashtag e mostra al loro posto un disclaimer del Ministero della Salute Italiana.

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