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Il retail nell’agenda politica: in rete gli utenti più attivi dei politici

Nell’ambito della nostra collaborazione con Mark-up, nei mesi passati –  caratterizzati a livello politico da un intenso dibattito in merito alla riforma del Titolo V, che avrebbe portato inevitabilmente a rivedere, tra il resto, le normative inerenti alle attività commerciali – abbiamo svolto una ricerca per indagare, attraverso un’analisi delle conversazioni sui social media italiani, quanto i politici siano consapevoli dei temi legati al mondo del retail e quanto li includano nella loro agenda editoriale sui social network.

Nel periodo compreso tra febbraio e metà aprile 2014,  i principali esponenti politici non hanno dedicato particolare attenzione sui propri profili social ai temi relativi alla piccola e grande distribuzione, temi che per questa analisi sono stati identificate attraverso un insieme di keyword afferenti a diverse aree tematiche quali i saldi, le diverse tipologie distributive (supermercato, ipermercato, discount, ecc.), le regolamentazioni o, al contrario, le liberalizzazioni. L’unico tema ad essere citato, sporadicamente, è proprio il Titolo V, che viene menzionato in maniera generica, come parte dell’agenda politica.


Se invece si analizza come i temi indicati vengano discussi dagli utenti generici sui diversi social media in relazione alle dichiarazioni offline o alle personalità dei politici, i risultati sono leggermente più corposi, con un picco di conversazioni che si verifica nell’ultima settimana di marzo, a seguito dell’annuncio del Premier riguardo le attività su cui il Governo si concentrerà nei prossimi mesi.

Le conversazioni avvengono principalmente sui social network, nello specifico su Twitter, dove il Premier Renzi è particolarmente attivo nell’aggiornare sullo stato dei lavori del Governo, e su Facebook, dove gli utenti commentano le notizie di attualità legate agli interventi del Governo sui propri profili personali e sulle pagine Facebook dei siti di informazione quali Il Fatto Quotidiano e Il Corriere della Sera. Tra le fonti più attive, si segnala anche il sito ilfattoquotidiano.it, che accoglie sempre numerosi commenti da parte degli utenti.



Titolo V



Il tema che viene più discusso è quello relativo al Titolo V, oggetto del tweet più condiviso, quello di Matteo Renzi “Terminato il G7, sono a Roma per lavorare sui nostri dossier: province, senato, titolo V, CNEL, scuole, patto di stabilità. #buongiorno” e di successivi aggiornamenti da parte del Presidente del Consiglio sullo stato dei lavori, fino alla notizia dell’approvazione della riforma da parte del Consiglio dei Ministri, e della conseguente trasmissione in Parlamento del disegno di legge, avvenuta il 30 marzo. I siti di informazione hanno riportato anche le dichiarazioni di diversi esponenti della politica e delle istituzioni, che sulla riforma del Titolo V si trovano in accordo. Ad esempio, se a sinistra Renzi vuole far proseguire i lavori velocemente, anche a destra l’iniziativa viene sostenuta dal ministro degli Interni e leader del Nuovo Centro Destra, Angelino Alfano, che, parlando delle future riforme istituzionali, dichiara di voler “accelerare su riforma del Senato e del titolo V”. Inoltre, la riforma è caldeggiata anche dal Presidente della Repubblica Napolitano nel corso di un suo intervento presso la sede catanese dell’azienda ST Microelectronics, durante il quale ha evidenziato la “necessità acuta di correzioni e di riequilibrio nel rapporto tra amministrazione centrale e Regioni”. Per contro però, alcuni cittadini non sono favorevoli a modifiche costituzionali così repentine o si auspicano maggiore autonomia delle regioni, altri ritengono la riforma una scusa per svendere le partecipate statali dei comuni, mentre altri ancora preferirebbero che ci si concentrasse su temi più concreti per la ripresa economica.

 


La ConfCommercio e il suo Presidente nel dibattito politico



Il dialogo tra politici e Confcommercio non è risultato particolarmente intenso a giudicare dai messaggi rilevati in rete. Le dichiarazioni del Presidente Sangalli vengono riprese da pagine bipartisan: da un lato la pagina “Un’Italia senza Berlusconi”, per avvalorare una critica al governo Letta, cita la denuncia relativa alla possibilità di avere 4,6 miliardi di nuove tasse nel 2014 (ribadendo anche a marzo la preoccupazione per un aumento delle tasse comunali), ma la conversazione che ne segue non entra nel merito, mantenendosi su un livello di critica generale all’esponente politico in questione. Tra i politici, è Maria Stella Gelmini a citare, il 3 febbraio, una dichiarazione di Sangalli che denuncia, nuovamente, una fase di recessione pesante a seguito della pubblicazione dei dati Istat che riportano un calo del reddito disponibile per le famiglie nel 2013 e il 18 febbraio, in occasione della manifestazione che ha portato rappresentanti delle categorie lavorative di artigiani e commercianti a Roma, l’appello del presidente di ConfCommercio al nuovo Presidente del Consiglio Renzi, per provvedimenti fiscali immediati e sostegno ai lavoratori autonomi oltre che alle famiglie, pena il rischio della disgregazione della pace sociale, dichiarazioni riprese anche su Twitter da account dei media (Skytg24) o legati alla politica (Tweetpolitica). Alcuni utenti criticano questa presa di posizione di Sangalli, domandandosi come mai negli anni del Governo Berlusconi ConfCommercio non avesse mai protestato. Sangalli viene citato anche in occasione di un suo intervento in favore del mantenimento dello scalo aeroportuale di Malpensa, soprattutto in vista di Expo2015, tema in favore del quale si è schierato anche il governatore della Lombardia Roberto Maroni.


Liberalizzazioni



Se da un lato si diffonde la notizia dell’aumento delle accise sui carburanti, dall’altro si parla del decreto liberalizzazioni approvato dalla Commissione Industria del Senato, che prevede “la gratuità dell’uso della carta di credito per gli acquisti fino a 100 euro di carburante”. Alcuni utenti criticano la proposta, avanzata da un esponente del PD e poi approvata, di rendere tale incentivo temporaneo, fino al raggiungimento di un accordo fra banche e Poste in merito alla diminuzione dei costi di gestione delle carte di credito. Si discute anche dei due decreti che sanciscono la possibilità di effettuare rifornimento di gas e metano in modalità self-service a partire dal 30 aprile, evidenziando alcune criticità quali i tempi di messa a norma degli impianti e il fatto che la tessera personale non venga al momento accettata su tutta la rete nazionale, ma solo in distributori appartenenti a grosse reti.
Sempre sul fronte liberalizzazioni, diversi utenti auspicano la liberalizzazione delle professioni (farmacisti, tassisti, notai) come passo necessario per una ripresa economica.



GDO



Tra le conversazioni più discusse relative al tema della Grande Distribuzione spicca quella che si svolge in calce a un articolo pubblicato su ilfattoquotidiano.it in cui si presenta, in maniera piuttosto critica, il progetto Eataly World a Bologna. Le critiche riguardano il fatto che i politici locali, di ispirazione renziana, abbiano “regalato” l’area dove al momento sorge il Caab, ovvero un mercato ortofrutticolo che ha come azionista di maggioranza il Comune (e quindi finanziato negli anni da soldi pubblici), per un progetto imprenditoriale privato. Gli utenti sono molto critici nei confronti di attività di questo tipo che, a detta di alcuni, finanziano con soldi pubblici interventi che finiscono per favorire principalmente le coop e pochi imprenditori.

In conclusione, anche se i politici ancora non sono particolarmente focalizzati sui loro profili social per quel che riguarda i temi legati al retail, l’argomento, in tutte le sue varie sfaccettature, trova comunque delle nicchie in rete in cui gli utenti si incontrano per condividere notizie e commentare le iniziative che gli interessano maggiormente, in alcuni casi chiamando direttamente in causa i politici attraverso menzioni dei loro profili social (su Twitter) o commentando i post sulle loro pagine Facebook. Una delle sfide della politica in chiave social è anche riuscire a intercettare questi segnali e rendere conto ai cittadini delle scelte compiute a riguardo.

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