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Ricerche in pillole

Shampoo e balsamo funzionano, anche sul web.

Blogmeter, piattaforma italiana leader nel monitoraggio e nell’analisi dei social media e del buzz online, e Semedge, azienda specializzata nell’ utilizzo di tecnologie semantiche per favorire lo sviluppo aziendale, hanno effettuato un’analisi di 959.276 messaggi sul web, distribuiti su 39 fonti (20 forum e comunità online e 19 blog), sul tema della cura dei capelli.

Gli utenti delle community discutono prevalentemente di prodotti dedicati alla cura dei capelli, e, in misura minore, (meno del 20%) di prodotti dedicati all’hair styling. La tipologia di prodotto di gran lunga più citata è lo shampoo con una share of buzz vicina alla metà dei messaggi, seguita da balsamo e doposhampoo.

Per quanto riguarda i Brand a farla da padrona è L’Oreal (con i suoi brand L’Oreal, Garnier e Studio Line) seguita da Pantene, Sunsilk e Nivea. Nivea in particolare pare essere molto apprezzato dalle forumine perché possiede una linea di prodotto priva di silicone, elemento alla lunga può rivelarsi dannoso per il capello.

Le tematiche di comunicazione non interessano molto agli utenti di blog e forum di beauty, che sembrano più interessati a consigliare/sconsigliare prodotti, parlare di pratiche e modalità d’uso, raccontare le proprie esperienze. Anche il packaging viene solitamente citato per identificare un prodotto (es. il verde per Garnier Fructis) e non è oggetto di discussioni o di interesse come elemento in sé.

Infine l’analisi di Blogmeter e Semedge rivela che il buzz relativo alla cosmesi ha un andamento stagionale: se nel periodo invernale i consumatori si preoccupano delle routine di cura dei capelli, il buzz raggiunge il picco massimo nel periodo precedente e immediatamente successivo all’estate, in cui si concentra il massimo dei post su prodotti e trattamenti per ristrutturare i capelli dopo lo stress estivo.

Influenza A, le mamme si fidano di più del web

MAMME E INFLUENZA SUINA: INTERNET E LA BLOGOSFERA PIU’ AFFIDABILI DI TV E TELEGIORNALI, NONCHE’ DELLE ORGANIZZAZIONI SANITARIE NAZIONALI

Milano XX novembre 2009 – Blogmeter, piattaforma di analisi e monitoraggio online e Weber Shandwick Digital Communications, la divisione dedicata alla comunicazione digitale della multinazionale di relazioni pubbliche, hanno analizzato la percezione sul web delle mamme  rispetto al tema “influenza suina e relativa  vaccinazione”. Questo studio si inserisce nell’ambito del progetto WebStorm: un osservatorio privilegiato di analisi degli argomenti più “hot” e dibattuti in rete, ideato e realizzato da  Weber Shandwick Digital Communications e da Blogmeter.

L’analisi del tema “influenza suina e relativa  vaccinazione” si basa sulle conversazioni avvenute nel periodo compreso tra il primo di aprile 2009 e l’11 novembre 2009, in varie fonti del web 2.0 italiano dedicate alle mamme (55 forum  e 47 blog specifici). All’interno di  un campione di oltre due milioni di messaggi,  con un picco di buzz da metà settembre 2009 in poi, le mamme esprimono le loro opinioni sull’influenza H1N1 e sull’opportunità di vaccinarsi e di vaccinare i loro figli.

Emerge che l’incoerenza -a volte l’aperto contrasto- tra le informazioni diffuse da organi di informazione e apparato massmediatico da un lato, esperti e istituzioni nazionali e transnazionali dall’altro (medici, governi, organizzazioni della sanità), generano un senso di smarrimento che può sfociare nel panico, anche se altre evidenze mostrano come la nuova influenza sia strettamente correlata all’influenza stagionale.  Sembra quindi che la somiglianza con le normali influenze di stagione  abbia per il momento limitato l’allarmismo delle mamme.

Di fronte all’emergenza dell’influenza suina, le mamme italiane mostrano di fidarsi soprattutto delle fonti presso le quali possono informarsi direttamente, come il  medico di famiglia, il pediatra e il ginecologo, ma anche di forum e community, indagini condotte autonomamente ed esperienze note di altre persone comuni. Le fonti istituzionali, al contrario, vengono ascoltate con un misto di scetticismo, perplessità e accuse di terrorismo psicologico e d’interesse economico.
Destano perplessità le scarse informazioni circa i test effettuati su vaccino ed eventuali effetti collaterali. Rispetto al tema  “vaccinazione del bambino”, l’orientamento dominante delle mamme italiane pende in maniera schiacciante verso il NO. Si tratta ancora una volta di un indice piuttosto evidente della fiducia nelle fonti dirette  a discapito di quelle istituzionali.               

Carta d’identità e mood sui social network. Ecco cosa rivela di noi quello che scriviamo in rete.

E’ inevitabile. Chiunque ami navigare su Internet, chiunque frequenti un social network, finisce con il lasciare dietro di sé una lunga serie di informazioni su che tipo di persona è: le litigate con la fidanzata, la merendina che ci piaceva tanto da piccoli, il lavoro che non si trova  (e quello che è perfino troppo), l’amministratore di condominio che quando lo cerchi non c’è mai e quella borsetta proprio bella cha abbiamo visto giusto ieri, mentre eravamo in pausa pranzo. Sta tutto lì, raccontato in modo frettoloso (e un po’ sgrammaticato) tra Facebook e MySpace, tra Badoo e LinkedIn, passando per Twitter e Bebo.

Il trattamento di questa mole di dati in maniera (semi)automatica è reso possibile grazie all’attenzione che gli studi sull’intelligenza artificiale stanno dedicando al tema dell’estrazione di informazioni non strutturate (ovvero ricavabili da testi prodotti da esseri umani). Breve stringhe di testo permettono di ricostruire la carta d’identità del parlante (genere, età, stato civile) e i suoi interessi, attitudini e opinioni. Come?

Segnaliamo arrabbiati che un imbranato su un’automobile nera ci ha appena sorpassato a destra? Un software per il trattamento di informazioni non strutturate ne deduce che siamo maggiorenni, che abbiamo un lavoro e che guidiamo la macchina. Ci lamentiamo di mariti pantofolai e di ex-mogli spendaccione? Questo dice molte cose sul nostro stato civile e sui nostri interessi. A un software che estrae informazioni non strutturate basta anche meno: un participio coniugato correttamente, e si può sapere se chi scrive è uomo o donna.

Qualche esempio pratico tratto da Twitter:

1)      Mia moglie é più pigra di me e vi assicuro che ce ne vuole…”:

Se ne può dedurre che l’autore è un uomo (visto che dice di avere un coniuge di sesso femminile), probabilmente con più di trent’anni – stando ai dati forniti annualmente dall’ISTAT, infatti, gli uomini in Italia si sposano più o meno a quell’età. Anche un tweet come “Quel brontosauro di mio figlio ha la febbre” fornisce informazioni sulla possibile età anagrafica di chi lo ha scritto: ancora una volta accorre in nostro aiuto l’Istituto Nazionale di Statistica, secondo il quale nel nostro Paese si diventa genitori attorno ai trentacinque anni (32 anni per le donne, 36 per gli uomini);

2)      “Olè per la mia università che mi costringerà a dare l’esame di geografia da non frequentante”: qui il dato interessante riguarda il titolo di studio, visto che sappiamo che per iscriversi all’Università è necessario essere in possesso del diploma di scuola media superiore (la maturità, insomma); e poi, ancora una volta, abbiamo un indizio sulla possibile età dell’autore: si tratterà di sicuro di una persona con più di diciotto anni, visto che è quella l’età minima di chi si immatricola;

3)      “quella brava e puntigliosa della mia segretaria è tornata dalla maternità. sono spaventato all’idea di entrare in ufficio”: in questo caso il sintagma (la) mia segretaria ci suggerisce che chi scrive ha un impiego (effettuando analisi più approfondite si potrebbe anche arrivare a fare delle ipotesi sul tipo di lavoro svolto, che, verosimilmente, non è di fatica); questo è a sua volta spia della (almeno) maggiore età del soggetto; la seconda parte del messaggio, invece, contiene un verbo con un participio maschile che, come si diceva qualche paragrafo fa, è rivelatore del genere di chi scrive (nel caso specifico sono spaventato =  maschile);

4)      non mi piace telecom ma ha le infrastrutture per lavorare decentemente” e “anch’io detesto la birra, ma amo i cocktail: questi tweet non esprimono nessuna informazione anagrafica sui rispettivi autori ma segnalano alcuni pareri che questi esprimono; in letteratura, l’analisi delle opinioni, delle abitudini e, in generale, dello stile di vita dei consumatori è individuata dall’acronimo inglese AIO (Attitudes, Interests and Opinions): incrociando i dati di questo tipo con quelli demografici (principalmente: genere, età, stato civile, occupazione, ed educazione) si possono ottenere in maniera automatizzata informazioni importanti sia per gli studi di carattere sociologico che per quelli di marketing e business.

La strada verso una profilazione degli internauti in maniera del tutto automatizzata, comunque, è ancora lunga, soprattutto per quanto riguarda la sofisticatezza nel trattamento del linguaggio naturale (elemento fondamentale in ambiti come quello del data mining e della sentiment analysis).

E poi, non dimentichiamoci che uno degli usi più consolidati di Internet e dei suoi tentacolari social network rimane quello di strumento di intrattenimento e di valvola di sfogo. Vale a dire: siccome in rete non ci si prende mai troppo sul serio, sarebbe ingenuo pensare che tutto quel che viene postato rispecchi fedelmente abitudini, opinioni e interessi degli utenti. Come saggiamente “cinguetta” qualcuno su Twitter: “qui siamo tutti lolloni”.

Il Lodo Alfano sulle fonti social italiane. Analisi del passaparola online e percezione sui social media

Nel corso della prima settimana di ottobre, il tema del Lodo Alfano ha infiammato il dibattito pubblico sulla Rete e catalizzato il buzz degli internauti – soprattutto in seguito alla sua bocciatura da parte della Corte Costituzionale e la conseguente riapertura dei processi a carico del Presidente del Consiglio.

a. Breve storia del Lodo Alfano e buzz online correlato

Trend buzz lodo Alfano

Analizzando il trend dell’ultimo mese dei principali temi di attualità, notiamo che il Lodo Alfano ottiene un primo picco di buzz il 17 settembre, giorno della deposizione della memoria difensiva da parte dell’Avvocatura di Stato alla Consulta [picco di buzz n.1]. Nelle settimane successive l’interesse per l’argomento  tende ad affievolirsi, lasciando spazio alla tematica della libertà di stampa che ottiene il massimo interesse il 4 ottobre, giornata successiva alla manifestazione di piazza organizzata dalla Federazione Nazionale della Stampa. L’attenzione degli utenti della Rete torna nuovamente a concentrarsi sul Lodo Alfano a partire dal  5 ottobre, quando ha inizio la seduta della Consulta per valutarne la legittimità. Il passaparola continua a crescere fino al 7 ottobre,  giorno della bocciatura del Lodo da parte della Corte Costituzionale [picco di buzz n.2] .

Solo nella prima settimana di ottobre, si registrano quasi 11.000 messaggi sull’argomento Lodo Alfano: la quantità di citazioni è notevole, soprattutto nel confronto con il secondo tema più discusso –la libertà di stampa- che nello stesso periodo si attesta a poco più di 2.000.

b. Il Lodo Alfano e i commenti sui forum

Tuttavia, la notevolissima quantità di buzz catalizzata dal Lodo Alfano risulta ancora più interessante se si analizza dove se ne è parlato.

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La tabella delle conversazioni più discusse mostra che lunghi thread riguardanti il Lodo si sono sviluppati su molti tipi di comunità: forum politici quali politicainrete, naturalmente, ma anche comunità più varie e generaliste come il forum di tecnologia hwupgrade, gamesvillage e ondarock.it.

Entrambe le conversazioni più discusse (su politicainrete e su hwupgrade) sono state aperte precedentemente la sentenza della Corte Costituzionale del 7 ottobre e respirano di un’atmosfera di attesa: gli utenti esprimono le loro previsioni e commentano le possibili sentenze.

L’esito ci sembra scontato: sarà bocciato. Nella quale ipotesi noi speriamo vivamente che Berlusconi lasci l’Italia ai suoi affanni e si ritiri a vita privata. Gli italiani non meritano un uomo simile.” (Kobra, forum.politicainrete.net, 5 ottobre 2009)

Non avendo la sfera di cristallo non saprei dirlo con sicurezza ma ci sono buone possibilità che passi. E se non passasse nessuno davvero pensi che ci sarà una crisi di governo o che Berlusconi si possa dimettere ed andare ad elezioni anticipate”. (Sandinista, forum.politicainrete.net, 5 ottobre 2009)

io credo che non passerà…credo nelle istituzioni, credo nella corte e non credo che un istituzione come questa infanghi il suo nome e la sua autorevolezza cercando motivazioni fantasiose per cui il lodo non venga dichiarato incostituzionale quale è”. (Mar1o, hwupgrade.it, 5 ottobre 2009)

In seguito alla sentenza della Corte, gli utenti dei forum esprimono felicità e sollievo: è interessante notare come tutte le conversazioni più rilevanti sul tema sperassero nella bocciatura del Lodo Alfano e come gli utenti sottolineino il proprio apprezzamento rispetto alla decisione della Corte:

Passata è la tempesta: Lodo augelli far festa” (Razionalista, forum.politicainrete.net, 7 ottobre 2009)

“Stamani mi sono alzato male, a lavoro è andato peggio, sono tornato a casa con un giramento che la metà bastava e cosa mi risolleva l’umore? La notizia d’apertura del Tg5 e il viso paonazzo di Testa D’asfalto che vaneggiava.” (pais10, hwupgrade.it, 7 ottobre 2009)

contento ma non troppo…tanto ci saranno altri leggi a personam fatte su misura” (lo_straniero, hwupgrade.it, 7 ottobre 2009)

c. Il Lodo Alfano sulla blogosfera

Il Lodo Alfano non appassiona solo il popolo dei forum ma attira anche l’attenzione della blogosfera italiana – nel mese compreso tra il 9 settembre e il 9 ottobre, il Lodo Alfano ha ottenuto ben 605 citazioni sulla blogosfera italiana. Rispetto ai forum, le opinioni espresse dai post dei blog presentano idee più articolate ed eterogenee – meno nette nel sostegno e nel consenso alla bocciatura e più articolate nel cogliere le differenti sfaccettature della vicenda politica.

Tra i blog più attivi nell’occuparsi della vicenda troviamo www.polisblog.it , ilgiornalieri.blogspot.com,   xavier.blogspirit.comhttp://www.danielemartinelli.it , Piovono Rane (http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it) e www.beppegrillo.it.

Sui vari blog lo stesso tema del Lodo Alfano viene declinato secondo registri narrativi molto differenti: se da un lato troviamo blogger che ne parlano in chiave maggiormente ironica (es. spinoza.it), molti altri si concentrano su dettagli più “tecnico-giuridici”:

“Bocciato il lodo Alfano: farla franca tornerà a essere solo una questione di soldi.” (www.spinoza.it)

“C’è chi esulta per l’affermazione del principio che “tutti i cittadini sono uguali di fronte alla Legge”. Peccato che quello stesso principio fosse stato, con giuste ragioni, contraddetto dai padri costituenti per salvaguardare il potere politico (nella Costituzione era sancita l’immunità per tutti i parlamentari, poi abolita successivamente agli eventi di tangentopoli)”. (www.daw-blog.com)

“Nell’ambito dell’udienza per la sentenza sulla Costituzionalita’ del Lodo Alfano da parte della Consulta, l’avvocato di Berlusconi Ghedini ha dichiarato che “la legge è uguale per tutti, ma non la sua applicazione”. […]Secondo Pecorella invece, oggi il premier «ha una investitura diretta dalla sovranità popolare». Si vede che vive in un altro paese in cui vige una legge elettorale diversa.” (beffatotale.blogspot.com)

In generale, emerge con forza il concetto “la legge è uguale per tutti”, sul quale si concentrano molte argomentazioni di blogger di entrambe le tendenze politiche:

“La Costituzione secondo Ghedini. Davanti alla Consulta ha detto testualmente che «la legge è uguale per tutti, ma non la sua applicazione». Ecco, ora è tutto più chiaro.” (http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it)

“Invece il PD dice: “Tutti uguali davanti alla Legge”. Ma quando mai ciò è successo, non dico ai politici, ma ai cittadini? E poi, da che pulpito viene la predica…” (http://lapulcedivoltaire.blogosfere.it)


d. Il lodo Alfano e i social network

Anche il mondo dei social network non è rimasto indifferente davanti alla vicenda Lodo Alfano.

Sia Twitter che FriendFeed hanno registrato una impressionante quantità di messaggi riguardanti questo tema. Nel caso di Twitter è sicuramente interessante segnalarne un utilizzo “istituzionale” da parte del Governo Berlusconi per riportare varie dichiarazioni di condanna alla sentenza da parte dei propri esponenti  e confrontare le legislazioni di altri stati europei riguardo all’immunità per le principali cariche istituzionali.

http://twitter.com/govberlusconi: A proposito della sentenza sul Lodo Alfano http://bit.ly/4fLXny

Su Facebook si nota subito come il maggior numero di gruppi formati attorno al tema del Lodo Alfano risultino essere prevalentemente a favore della sua bocciatura. All’interno di questi però il panorama risulta essere piuttosto variegato. Accanto a gruppi più “standard” e maggiormente partecipati  come “Aboliamo il Lodo Alfano” che conta quasi 8.500 iscritti, Facebook si è popolato anche da una moltitudine di gruppi più ironici e “di nicchia” come ad esempio “Lodo Alfano per tutti!” che propone una universale estensione dell’immunità

“Lodo Alfano per le prime 60.000.000 cariche più alte dello stato Italiano”

o, seguendo l’ormai classico filone sugli improbabili poteri di Chuch Norris che spopola da tempo  in Rete tra gli utenti più giovani, il  gruppo “Chuck Norris ha il lodo Alfano”

“Chuck Norris ha il lodo Alfano…ma non lo usa per scelta…”

Possiamo concludere che:

  • la vicenda del Lodo Alfano ci dimostra ancora una volta la forte capacità dei temi politici di suscitare dibattito nelle fonti social italiane, sia in quelle più specifiche che più generaliste;
  • inoltre, il tema del Lodo Alfano ha suscitato forte interesse anche sui social network esplosi nell’ultimo anno in Italia quali Facebook e Twitter;
  • questo dibattito si esprime e si riflette sulla sfera pubblica in varie forme, dall’espressione di opinioni più semplici e ben polarizzate tipica dei forum, alla costruzione di argomentazioni complesse (spesso vicine al giornalismo) rintracciabili nei principali blog.


Quando la temperatura non conta: Wall-e, Kung Fu Panda e Madagascar 2

Dopo una lunga pausa torniamo a parlare di Cinema! Se con Speed Racer e molti altri titoli che abbiamo monitorato in questi mesi la febbre misurata dal termometro di internet è sempre stato in diretta relazione con il risultato al box office del film, Wall-e costituisce invece un’importante eccezione, soprattutto se confrontato con Kung Fu Panda e con il prossimo Madagascar 2.L’analisi dei dati forniti dal sistema in questi mesi conferma infatti la netta sensazione che il titolo Pixar sia stato molto più al centro dell’attenzione di blog e forum di quanto sia accaduto e stia accadendo, invece, per i titoli DreamWorks Animation. Eppure l’esordio al Box Office di Wall-e è stato più basso rispetto a quello di Kung Fu Panda, così come lo sarà il suo incasso complessivo finale, e ci vuole poco a prevedere che lo stesso schema si ripeterà per Madagascar 2.All’opposto Wall-e ha ottenuto nel monitoraggio del passaparola online che realizziamo in collaborazione con Blogmeter 1.664 citazioni nei forum e nei blog del nostro campione (dal 31/1/08 ad oggi) contro le 897 di Kung Fu Panda e le 143 di Madagascar 2.Andando ad analizzare i dati nell’intervallo di tempo precedente l’uscita il distacco del film Pixar è ancora più netto: durante il febbraio 2008 Wall-e ha ottenuto 52 citazioni contro le 11 del concorrente DreamWorks Animation, se includiamo anche marzo e aprile il confronto è di 130 contro 30, mentre a fine luglio Wall-e conduceva ancora con 573 citazioni contro le 244 del titolo che sarebbe uscito da lì a un mese e che ha superato il film Pixar solo nelle settimane di uscita (vedi grafico qui sotto), grazie a recensioni e commenti al Box Office, ma che certo non ha catalizzato l’interesse delle comunità online prima del suo arrivo in sala.

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Inutile dire che se sotto il profilo quantitativo il predominio del film Pixar è schiacciante, dal punto di vista qualitativo Wall-e ha ricevuto consensi unanimi mentre i commenti a favore di Kung Fu Panda sono stati tutt’altro che concordi.Se ci concentriamo poi sui dati complessivi relativi al periodo che precede l’uscita dei titoli, quelli che dal nostro punto di vista definiscono il livello di attesa di un determinato titolo, scopriamo che mentre nei sette mesi precedenti la sua uscita Kung Fu Panda ha totalizzato 336 citazioni, Wall-e è arrivato a 1001.Volendo dare un’occhiata al prossimo film d’animazione in uscita, Madagascar 2, a due mesi dal suo arrivo nelle sale italiane il film ha totalizzato 120 citazioni (con 8 mesi e mezzo di monitoraggio), mentre Wall-e in analoga situazione (due mesi prima dell’uscita ma con soli 6 mesi e mezzo di monitoraggio utili) era a 628 e Kung Fu Panda a 196.In questo caso specifico, in sintesi, il termometro non è in diretta correlazione con il risultato al Box Office ma, a mio avviso, si tratta di una di quelle eccezioni che confermano la regola.Bisogna infatti tenere ben presente che mentre la Pixar utilizza da sempre internet in modo organico alla propria strategia di teasing dei titoli, DreamWorks Animation non ha mai prestato analoga attenzione al mezzo, offrendo così pochi spunti alla blogosfera per parlare del film. Oltre a questo differente approccio all’origine bisogna anche considerare due importanti fattori.1) I film DreamWorks Animation (anche se qui sarebbe necessario fare dei distinguo) sono più universalmente riconoscibili e vendibili rispetto alla media della produzione Pixar. Semplificando potremmo dire che i DreamWorks Animation piacciono sicuramente a tutti i piccini e in alcuni casi possono conquistare anche i grandi e sono quindi immediatamente percepiti come film per tutti. I film Pixar, invece, sono più Film a tutto tondo che conquistano prima i grandi e successivamente (e non i tutti i casi) i più piccoli.2) La Pixar gode su internet della stessa aura che circonda l’altra azienda del suo Fondatore, la Apple di Steve Jobs. Si tratta di un’attenzione, in alcuni casi di una venerazione, che le due aziende hanno in comune fondata su una capacità di emozionare e coinvolgere che pochi altri hanno, tanto che la Pixar stessa, da questo punto di vista, si può considerare un vero brand, molto più di quanto lo sia gli altri produttori cartoni animati (e gli altri produttori di PC rispetto alla Apple). Come per la Apple, infatti, qualsiasi informazione fuoriuscita dalla Pixar trova su internet un terreno fertile per propagarsi non solo tra gli appassionati di cinema, ma anche nei luoghi in cui si dibatte di tecnologia, di arte e di creatività.Concludendo questo ragionamento a grandi linee possiamo quindi sostenere che mentre i i film Pixar vanno in genere venduti di più e il loro target va allargato rispetto al cuore degli affezionati (un cuore che in gran parte coincide con gli appassionati che dei film Pixar parlano e leggono su internet), i maggiori successi DreamWorks Animation sono così universalmente riconosciuti che possono anche prescindere dal passaparola internet, almeno fino al momento in cui si devono lanciare pellicole più complesse come ad esempio è stato per i prodotti co-prodotti con Aardman.

di Davide Dellacasa